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Vacanze… inaspettate

Domenica pomeriggio, 23 febbraio, io e la mia famiglia stavamo guardando il telegiornale per ascoltare un po’ di notizie sul CORONAVIRUS, che oramai ci stava accompagnando già da quasi 3 mesi, anche se fino a quel momento in zone lontane da noi. Abbiamo così scoperto che si era propagato fino ad arrivare in Lombardia precisamente a Codogno, in provincia di Lodi, dove vivono dei nostri amici conosciuti al mare. Inizialmente io non pensavo minimamente che questo virus ci potesse riguardare da vicino, ma eccoci qua, ora era arrivato in Italia!

Seguendo gli aggiornamenti abbiamo capito che in settimana non saremmo andati a scuola… non ero così tanto felice di non andarci perchè ho ragionato e ho capito che se non si andava a scuola era perchè era accaduta una cosa molto grave. I miei genitori allora mi hanno detto una cosa molto importante, che mi ha fatto venire un po’ paura, ma era fondamentale saperla cioè che negli anni precedenti c’erano state altre malattie importanti come la SARS o l’H1N1, ma non si era mai arrivati a chiudere tutto e questo preoccupava maggiormente anche loro.

Subito dopo i miei compagni hanno scritto su Whatsapp della chiusura della scuola e festeggiavano, ma io ero una tra i pochi a non farlo; insieme a qualche compagno ho cercato di far capire agli altri che non bisognava festeggiare troppo, perché se si stava a casa c’era qualcosa di grosso e piano piano anche loro hanno iniziato a cambiare idea.

In questi giorni di vacanza “inaspettata” sto facendo cose che non facevo da molto tempo, come giocare in giardino, giocare con i giochi in scatola insieme a mia sorella maggiore, fare passeggiate, cucinare torte insieme alla mamma e riordinare la mia camera che era veramente in disordine.

Anche i miei allenamenti sono stati sospesi, però le mie insegnanti ci hanno dato degli esercizi da fare a casa e io ne ho approfittato per farli online con le mie compagne di squadra, cercando di non perdere l’allenamento, nella speranza di poter presto rientrare e recuperare la gare saltate!

Anche da scuola sono arrivati dei compiti da fare, con una modalità quasi nuova, utilizzando il computer e devo dire che mi sono serviti per occupare un po’ il tempo e per non perdere l’abitudine allo studio. Ora è passata una settimana, mi sento un po’ come in gabbia, non posso andare a scuola, agli allenamenti, in oratorio, in chiesa, al carnevale,.. spero di ricevere presto la buona notizia che tutto è tornato alla normalità e poter riprendere le mie abitudini.

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