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Il mostro Coronavirus

Era un inverno freddo e gelido. Una sera, una giovane fanciulla, che viveva da sola nella sua vecchia casetta, venne colpita improvvisamente da una polmonite, ma non si capiva da dove venisse.
La ragazza, chiamata anche Bianca per la sua pelle molto chiara, iniziò a tossire fortemente, la testa le girava e faticava a respirare. Un giorno, passò davanti alla sua casetta una donna che arrivò in suo soccorso e la aiutò.
Ella si occupava delle faccende domestiche, dava delle medicine alla ragazza per farla stare meglio, ma lei rimase malata per ancora un lungo tempo.
La donna, una sera, le chiese:”Come hai fatto a ridurti in questo stato?”.
La giovane le rispose:”Sinceramente non so bene cosa sia successo. Ricordo soltanto che nel bosco ho incontrato un mostro peloso, con corna viola molto lunghe ed una strana corona in testa, che diceva di chiamarsi Salterello, perché saltava da una persona ad un’altra, provocando una malattia in tutte!”
Quando la fanciulla finalmente guarì, ringraziò la dolce tata dandole dei doni: una mela, una manciata di oro e una tunica colorata.
Appena la donna tornò a casa, soddisfatta di sé e contenta per la ragazza, mangiò la mela, mise da parte le monete d’oro e si sedette bevendo una calda zuppa. Dopo un po’ la signora si sentì male ed ebbe delle visioni spaventose; anche lei si era ammalata di quella brutta polmonite.
In giro per il paese, molti vennero infettati da questa malattia: alcune persone riuscirono a sopravvivere, altre, più anziane, purtroppo no.
Un pomeriggio venne al corrente di questa notizia un giovane cavaliere che lavorava per il re della cittadella. Egli era un giovane ragazzo, considerato da tutti bellissimo e molto affascinante. Aveva i capelli biondi, chiari come la luce che illumina il giorno. Aveva anche una possente muscolatura, ed era molto valoroso.
Egli, un pomeriggio, chiese di essere ricevuto dal re per parlare di questa faccenda; venne accontentato e fu portato nella reggia del sovrano, proprio davanti a lui.
Iniziò così a parlare:”Buongiorno Sire. Sono qui davanti a lei per affrontare il problema che affligge la città. La maggior parte dei nostri buoni cittadini è infetta da una grave polmonite, che si scatena soprattutto sulle persone più anziane. Si dice che a trasmetterlo sia stato un mostro chiamato Salterello, perché aggredisce le persone, saltando da una persona ad un’altra. Pare abbia corna viola molto lunghe ed una strana corona in testa. Ma arriviamo al punto: dobbiamo trovare questo mostro e sconfiggerlo prima che contagi tutto il paese. Quindi, cosa ne pensa?”.
Il re, mentre sfogliava le pagine del suo giornale, gli rispose:” Caro, penso che tu abbia pienamente ragione! ANDIAMO!”.
Egli salì sulla torre più alta del castello, accompagnato dal giovane. Allora, fece suonare le trombe dai suoi servi e attirò l’attenzione dei cittadini. A questo punto disse:”Cari cittadini e cittadine, partiamo per sconfiggere questo virus?
E le persone, in coro gridarono contente e felici, incoraggiando il re e i suoi cavalieri
Il sovrano allora ordinò:”Cavalieri, spalancate le porte!”
Il re, insieme ai suoi cavalieri (i più forti davanti e quelli meno forti dietro), partì al galoppo sul suo cavallo bianco.
Egli, con il suo esercito, si addentrò nei boschi più oscuri e lontani, alla ricerca della dimora del mostro.
Viaggiarono ore e ore, fino a quando uno gridò:” ECCOCI SIRE! Il castello sta proprio lì! “.
Tutti pronti alla vittoria buttarono giù le porte, distruggendo tutto ciò che si ritrovarono davanti.
Il primo a farsi avanti fu proprio il cavaliere più giovane e bello, sì proprio lui che, con la sua spada dorata, andò incontro al mostro, il quale gridò:” AIUTOOO! PER TUTTE LE CORONE, COSA SUCCEDE?“
Il giovane urlò :” Succede che la tua fine è arrivata! “.
E con un colpo di spada, gli tagliò la testa, ponendo fine alla sua vita.
Subito dopo la morte del mostro-virus, la sua corona si sgretolò e si tramutò in una polvere magica, che venne trasportata dal vento nei polmoni degli ammalati e li guarì.
Il cavaliere, il giorno dopo, venne incoronato re per la sua grande impresa, i cittadini guarirono e tutto tornò alla normalità.

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