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IC di Bisuschio, un modello da imitare!

Ai margini della provincia di Varese, della Lombardia e anche dell’Italia c’è un istituto che seppur localizzato in posizione decentrata, oggi è tra i più attivi nella proposta dell’insegnamento a distanza. Abbiamo perciò deciso di conoscere meglio questa realtà con un’intervista al dirigente scolastico, il prof. Domenico Portale.

Buongiorno prof. Portale, ormai sono diversi anni che lei dirige l’IC don Milani di Bisuschio, che comprende le scuole di Bisuschio e Cuasso.

Sì, da oltre 10 anni dirigo questo complesso scolastico di cui fanno parte una scuola dell’infanzia, una primaria e una secondaria localizzate nel comune di Cuasso al Monte e una scuola primaria e secondaria comprensiva della segreteria nel comune di Bisuschio. Si tratta di un istituto che raccoglie circa 600 alunni distribuiti su un territorio piuttosto vasto e che comprende anche alcune frazioni piuttosto isolate.

Ma veniamo al dunque: la recente emergenza sanitaria ha colto impreparata la vostra scuola?

In verità tutti siamo stati un po’ travolti e colti alla sprovvista dai recenti eventi. Noi dirigenti, i miei collaboratori, i docenti e il personale ATA fin da subito siamo stati in contatto costante per seguire lo svolgersi dei fatti e le comunicazioni ufficiali che spesso arrivavano nei giorni festivi e in orari serali… Quando si è compresa meglio la situazione col mio staff ho fatto il punto della situazione cercando di comprendere come eravamo in contatto con le singole classi e i singoli alunni.

Immaginiamo che questo sia accaduto anche nelle altre scuole…

Certamente, in un’emergenza come questa la prima cosa è far sentire la nostra vicinanza alle famiglie e agli studenti. Alcuni ragazzi erano preoccupati o spaventati, ma non tutti avevano capito bene la situazione che si stava prospettando. Nei primi giorni di chiusura delle scuole sappiamo che diversi di loro, come del resto molti adulti, hanno continuato a vivere come sempre, senza attuare i necessari cambiamenti comportamentali per il contrasto alla diffusione della malattia.

Dunque, dopo un iniziale contatto con gli studenti, che cosa avete fatto?

La nostra scuola da diversi anni è in prima linea per l’attuazione della didattica digitale: da tempo le nostre aule scolastiche sono dotate di Lim e docenti e alunni hanno dimestichezza con la rete Internet. Oltre ad avere un sito Internet come tutte le scuole, abbiamo anche un Blog dei ragazzi dove vengono pubblicati vari articoli che riguardano la nostra scuola; il Blog viene costantemente aggiornato da alcuni alunni e dai loro docenti. Come in tutti gli istituti abbiamo un animatore digitale (dapprima il prof. Lucioli che ora non insegna più qui, ma che è stato determinante per l’attivazione della piattaforma attualmente in uso ed ora la maestra Romano), un team digitale composto da alcuni docenti più attivi in questo settore e diversi altri docenti che si sono impegnati nella formazione personale negli ultimi anni. Ma il nostro vero punto di forza è stata l’attivazione della piattaforma G-Suite,  un ambiente di apprendimento digitale che i docenti stavano sperimentando già da un paio d’anni, sia con gli alunni che tra loro, soprattutto per la condivisione di materiali e comunicazioni varie.

Quindi i ragazzi erano pronti?

Tutti gli alunni delle scuole secondarie avevano già da due anni una password di accesso e alcuni docenti utilizzavano da tempo la piattaforma per lo svolgimento di compiti individuali e/o di gruppo: è risultato quindi abbastanza semplice estendere a tutte le discipline quello che prima veniva sperimentato solo con alcuni.

Non ci sono stati problemi con le postazioni? Tutti riescono a svolgere i lavori da casa?

La quasi totalità degli alunni riesce a fare tutto, anche perché non è indispensabile avere un PC, è sufficiente un cellulare di ultima generazione.

Entriamo più nello specifico: come insegnano i docenti e come lavorano i ragazzi da casa?

I docenti utilizzano prevalentemente Classroom perché questa piattaforma permette di caricare per tutta la classe materiali, compiti, domande e quiz. L’insegnante quotidianamente, come se fosse a scuola, sente i suoi alunni, assegna un compito con materiali esplicativi (che possono essere video, mappe, schemi, ecc) poi assegna quel lavoro con una scadenza. A questo punto l’alunno svolge quanto richiesto e consegna la prova al docente che la corregge; il docente infine la restituisce  all’alunno con le sue annotazioni e i suoi commenti. Come si può capire, non si tratta semplicemente di assegnare e svolgere dei compiti, ma c’è una costante interazione tra docenti e alunni. Inoltre i ragazzi possono svolgere ricerche in collaborazione anche da casa: l’ambiente di Drive condivisi è stato organizzato in modo che ci sia una classe virtuale dove tutti vedono tutto e possono scrivere anche contemporaneamente sullo stesso documento. Per finire, ma questo solo dalla scorsa settimana, perché fino a quel momento non ce n’era la necessità, abbiamo attivato delle video lezioni in diretta nelle varie classi. Il docente ha creato un gruppo classe e ad un orario stabilito avvia la video-chiamata. Ai ragazzi non resta che rispondere e ascoltare le spiegazioni e i chiarimenti su quanto in programma.

Questa modalità è adatta anche agli alunni più piccoli come quelli della scuola Primaria?

I docenti della scuola primaria hanno diversificato le loro azioni didattiche in base alle classi e all’utenza interessata. Alcuni docenti riescono ad utilizzare G-Suite in modo proficuo; altri si appoggiano al registro elettronico. Questa risorsa è utilizzata da alcuni anni nel nostro istituto e tutte le famiglie erano già dotate delle credenziali per accedervi; essa comprende diverse funzioni utili nella didattica a distanza. Anche qui i docenti hanno la possibilità di caricare materiale di diverso tipo e di monitorarne la consultazione da parte delle famiglie; queste ultime possono restituire i compiti svolti e mandare messaggi alle insegnanti. Si tratta di una strada più adatta agli alunni piccoli, con cui è quasi sempre necessaria la mediazione della famiglia.

Davvero incredibile! E i ragazzi come hanno reagito?

La maggior parte di loro molto bene, Certo qualcuno ha più difficoltà di altri, ma devo dire che molti si sono avvalsi dell’aiuto delle famiglie, che sono state determinanti, specie nella fase iniziale. Per gli alunni in difficoltà sono stati anche istituiti dei tutor personali, scegliendoli tra i compagni più esperti, in modo da avere un riferimento costante e poi sono stati forniti video tutorial e dispense chiarificatrici.

Tutto questo presuppone una buona organizzazione…

Certamente. E soprattutto una grande disponibilità e collaborazione sia tra i docenti che con le famiglie. A differenza di quanto si potrebbe credere, tutto questo comporta un aumento notevole del carico di lavoro dei singoli docenti e anche delle famiglie. Colgo perciò questa occasione per ringraziare tutti quanti: docenti, rappresentanti di classe e genitori tutti perché senza di loro nulla sarebbe stato possibile.

Qual è secondo lei il valore aggiunto di questa esperienza per la sua scuola?

Quando torneremo in classe saremo sicuramente tutti più competenti, senza dubbio in ambito informatico, ma non solo. Diversi lavori assegnati ai ragazzi infatti miravano proprio allo sviluppo delle competenze, alcune specifiche, altre di cittadinanza. Se prima gli allievi venivano a scuola principalmente per adempiere ad un dovere, ora sono invece consapevoli che l’istruzione è soprattutto un diritto. Noi abbiamo fatto il possibile affinché questo diritto fosse attuato.

Ancora una domanda: e gli alunni in difficoltà?

Per gli alunni con diagnosi di disabilità il docente di sostegno è stato determinante per mantenere il contatto con gli altri compagni, i programmi svolti e le famiglie degli allievi. Anche questi ragazzi stanno rispondendo molto bene e spesso ci hanno sorpreso per la loro motivazione. Purtroppo non nego che qualche ragazzo meno volenteroso deve essere un po’ “sollecitato” dai docenti attraverso post e mail personali affinché rispetti le scadenze dei compiti: l’insegnamento a distanza ci dimostra che alcune dinamiche interne non cambiano, la scuola è sempre la stessa!

E i prossimi obiettivi?

Sicuramente estendere questa modalità di lavoro anche agli alunni della primaria, almeno alle classi finali. Ci sono da risolvere alcune problematiche legate all’età degli allievi e alle autorizzazioni necessarie da parte delle famiglie, ma siamo fiduciosi e lavoriamo per continuare a migliorare. C’è ancora molto da fare e da scoprire!

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