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Gli Ebrei e la Shoah

Tutto cominciò nel 1933, quando salì al potere della Germania e del partito nazista Adolf Hitler, il quale pensava di risolvere i problemi del Paese con un metodo crudele, oseremo dire disumano.

Nel 1939 iniziò la Seconda Guerra Mondiale e in poco tempo Hitler occupò la maggior parte dell’Europa; successivamente diede inizio a quella che venne chiamata la “Soluzione finale della questione ebraica” che portò allo sterminio di circa 6 milioni di ebrei. Questo genocidio, noto anche come “Olocausto” o “Shoah”, vide più di un milione di ebrei trucidati in camere a gas nel solo campo di concentramento di Auschwitz.

Il termine “Olocausto” indica il genocidio da parte della Germania nazista e dei suoi alleati (tra cui anche l’Italia) nei confronti degli ebrei d’Europa e lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute “inferiori”, che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni. Ancora ripensando a questo non riusciamo a capire il perchè di così tanta crudeltà nei confronti di un “gruppo” di persone che aveva la sola colpa di essere riuscito a far fruttare tanti anni di duro lavoro. Forse era proprio per questo che gli “ariani” decisero di annientarli, per pura invidia!

La parola “Olocausto” viene anche usata per tutte le persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti “indesiderabili” dalla dottrina nazista e di cui il Terzo Reich aveva programmato il totale annientamento. Alcuni ebrei riuscirono a salvarsi grazie a persone dal cuore “d’oro” che noi oggi dovremmo considerare eroi, ma che abbiamo dimenticato.

L’eliminazione di circa due terzi degli ebrei d’Europa iniziò dapprima con la segregazione degli ebrei tedeschi e proseguì poi per tutta l’Europa occupata dal Terzo Reich. I luoghi dove furono rinchiusi di ebrei erano:

  • campi di concentramento (campi di lavoro, campi per donne, campi per giovani e campi di transito)
  • campi di sterminio, dove l’unico scopo era quello di sterminare gli internati 

La maggior parte dei rinchiusi nei campi, a meno che non fossero campi di sterminio, moriva per il troppo lavoro o per le malattie.

Il processo di distruzione degli ebrei richiese una precisa individuazione dell’obiettivo da colpire per identificare gli “ariani” e i “non ariani”; ciò creò anche un clima di paura tra la popolazione.

Questa storia terribile viene ricordata ogni anno il 27 gennaio, Giornata della Memoria, in onore di tutte quelle persone furono sterminate ingiustamente. Possiamo ricordare questo tragico evento e riflettere, anche grazie ad un bellissimo film che vi consigliamo di vedere: “Il bambino col pigiama a righe”.

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