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Calogero Marrone, un eroe dimenticato

 

Venerdì 26 gennaio siamo andati al teatro di Bisuschio per assistere ad uno spettacolo dal titolo: “Calogero Marrone, un eroe  dimenticato”.

Ci ha colpito molto la storia personale di questo personaggio e ci ha fatto capire come ognuno di noi, nella vita di tutti i giorni, può diventare capace di gesti eroici. Per questo motivo vogliamo raccontarvi brevemente lo spettacolo.

La rappresentazione teatrale inizia con una classe di alunni dei nostri giorni che doveva fare una ricerca storica su Calogero Marrone, un dipendente del Comune di Varese durante la seconda guerra mondiale. 

Si entra quindi nella vicenda storica con Calogero che cercava di far entrare in Svizzera alcuni ebrei  oltre a suo figlio, ma ci fu un imprevisto con una guardia che li fermó e li minacció con un fucile. Fortunatamente Calogero riuscí a trovare una soluzione dato che aveva con sé una pistola.

Dopo questi fatti lui tornó a Varese per continuare il suo lavoro e aiutare altre famiglie di ebrei.

Un giorno una coppia si rivolse a don Rimoldi per chiedergli aiuto: erano ebrei e avevano bisogno di carte di identità false. Egli li mandò da Calogero che li avrebbe aiutati. E così fece per molti altri ebrei in fuga dai nazisti.

Le segretarie di Calogero scoprirono che lui falsificava i documenti e allora gli chiesero cosa sarebbe successo se le guardie lo avessero scoperto;  lui disse che dovevano stare tranquille, che loro non c’entravano nulla, e che era solo lui che rischiava.

Lo stesso giorno all’ufficio si presentò una guardia tedesca  che gli fece delle domande sul suo lavoro e nel suo ufficio trovò un bigliettino con scritto:” il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”. Questa frase del filosofo Kant era particolarmente importante per Marrone e lo guidava nelle scelte della sua vita.

In seguito Calogero venne sospeso dal lavoro per un certo periodo e poi arrivó il giorno in cui due guardie tedesche si fecero vedere a casa sua per portarlo in prigione, dato che avevano scoperto che aiutava gli ebrei a fuggire. La moglie molto tristemente andò a preparare la valigia al marito che se ne doveva andare. Per un certo periodo egli venne rinchiuso in carcere e poi fu confinato in un campo di concentramento.

Calogero mandava spesso lettere per tranquillizzare la sua famiglia, ma arrivò il giorno in cui giunse una lettera sulla quale era scritto che era morto di malattia durante la prigionia.

Questa è la storia di Calogero Marrone, che non esitó a sacrificare la sua vita per salvare quella di molti ebrei.

 

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