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Bullismo? … No, grazie!

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Quest’anno nel nostro Istituto sono venuti a trovarci: Paola, nella scuola primaria di Cuasso al Monte, e Leonardo, invece, nella scuola primaria di Bisuschio.

Entrambi ci hanno parlato del Bullismo, presentandoci il progetto “BullOUT” (il nostro Istituto ha partecipato al bando “Bullout” indetto dalla regione Lombardia nell’anno scolastico 2018-2109, in rete con le alcune scuole della Valceresio: Induno Olona, Arcisate e Viggiù posizionandosi al terzo posto su centosettanta scuole partecipanti – si rimanda al nostro Sito Web www.icbisuschio.edu.it per ulteriori informazioni e/o approfondimenti).

Durante l’incontro, abbiamo scoperto, che si trattava di esperti esterni, i quali visitano abitualmente tante scuole e incontrano ragazzi di diverse fasce d’età, in particolare gli adolescenti, per creare con loro momenti di riflessione come forma di prevenzione e di contrasto del fenomeno del “bullismo” e del “cyberbullismo”.

in quell’occasione abbiamo visto un video che descriveva “uno scherzo commesso da alcuni ragazzi ad un loro compagno di classe: questi gli scrivono un messaggio al cellulare, invitandolo al cinema e fingendosi la ragazza che a lui piace tanto. All’appuntamento, però, al posto della ragazza si presentano, molti dei suoi  compagni che incominciano a deriderlo, vista la sua reazione di meraviglia e di delusione. Infatti lui ci rimane talmente male da scoppiare in lacrime. A questo punto la “presa in giro” aumenta: i video e le foto che riprendono quell’esatto momento vengono postati immediatamente in ternet sui social e, dal giorno dopo, il ragazzo non si presenta a scuola. Durante la sua assenza, i suoi compagni riflettono sul proprio comportamento nei confronti del loro compagno, suscitando dei dubbi sulla cattiveria e sulle conseguenze dello scherzo fatto, pur essendo nato per un semplice divertimento, incurante della sofferenza causata”. 

Successivamente, Paola e Leonardo hanno chiesto se qualcuno di noi avesse mai subìto atti di bullismo: abbiamo risposto che anche noi qualche volta ci facciamo degli scherzi, ma che fanno solo ridere.

Questo episodio, però, ci ha fatto riflettere su come un banale scherzo possa rendere triste e far soffrire una persona. A conclusione dell’incontro con gli esperti abbiamo capito che prima di compiere un’azione verso qualcuno dobbiamo sempre provare ad immedesimarci nella persona che abbiamo di fronte e pensare se ci piacerebbe subire un gesto che potrebbe degenerare nel bullismo.

Quest’anno abbiamo iniziato a partecipare anche ad un nuovo Progetto: “Il Blog dei ragazzi dell’Istituto” e insieme alle nostre insegnanti abbiamo pensato di iniziare questa nuova avventura come redattori, scrivendo le nostre riflessioni e ciò che abbiamo imparato sul tema appunto del Bullismo per condividere con Voi la nostra esperienza a scuola.

Di seguito Vi mostriamo i risultati di un’attenta e lunga ricerca di informazioni, svolta da noi ragazzi delle classi quinte delle Scuole Primarie, sul tema citato e ciò che abbiamo scoperto e imparato con l’augurio che il nostro lavoro possa tornarVi utile anche per le Vostre attività. 

Buona lettura!!!

Il BULLISMO
Il bullismo è un forma di prevaricazione, un comportamento sociale di tipo violento e intenzionale che può essere di tipo fisico o psicologico. Il bullismo si verifica quando un bambino subisce prepotenze, ripetute nel tempo, da parte di uno o più compagni che, con la violenza, vogliono dominarlo.

Il BULLO
Di solito i bulli si divertono a prendere di mira sempre lo stesso bambino; le azioni di forza (picchia, sputi, morsi, minacce, pretesa di soldi o merende o altri oggetti, …) vengono ripetute con frequenza e chi le riceve fa fatica a difendersi. E’ colui che fa il prepotente, cercando di far male ad altri sia con le parole (insulti, offese, pensieri razzisti, bugie, risatine e prese in giro,  pettegolezzi, minacce, … ) sia con le azioni (calci e pugni, tira i capelli, morsi e graffi, s’impossessa degli oggetti personali delle vittime senza permesso). Può essere maschio o femmina e può agire da solo o in gruppo.

La VITTIMA
E’ la persona che è costretta a subire le prepotenze e non riesce a difendersi. Viene tormentata, picchiata e derisa e insultata dal bullo; per paura di vendetta su di sé e sui propri familiari la vittima si chiude in se stessa e non racconta niente a nessuno. Essere vittime di bullismo da bambini, può avere conseguenze anche e soprattutto nell’età adolescenziale e adulta e aumentare il rischio di sviluppare disturbi depressivi, disturbi d’ansia con attacchi di panico, dipendenze di vario genere. Spesso, infatti, la vittima soffre in silenzio, si colpevolizza e in alcuni casi arriva ad abbandonare anche la scuola, se il fenomeno si sviluppa nell’ambiente scolastico.
Nei casi più gravi la vittima prima tende ad isolarsi, rimanendo senza amici e come unica via d’uscita opta per il suicidio.

Tipologie di bullismo:
Ci sono due tipi di bullismo: il bullismo diretto che consiste in comportamenti prepotenti fisici e verbali (insulti, pugni e calci, offese e minacce,…); e il bullismo indiretto si manifesta, invece, sul piano psicologico (esclusione dal gruppo, derisione, pettegolezzi e far sentire inadeguato l’altro).

Il Cyber-bullismo (o bullismo elettronico):
Dal 2000, per via di internet, si è sviluppato tra i giovani il cyber-bullismo. Esso si manifesta attraverso un’offesa di una persona ad un’altra mediante l’uso improprio delle “nuove” tecnologie (PC, smatphone, tablet,…), ovvero Siti internet, e i Social Network come: whatsapp, facebook, instagram, ecc…
Esso può manifestarsi in diverse forme, ad esempio: litigi online con linguaggi offensivi e aggressivi, minacce online per incutere paura alla vittima, diffamazione… oppure il bullo invia,  in chat,  messaggi molesti alla vittima tramite sms, mms, foto o video di momenti in cui la vittima stessa è stata ripresa e che non desidera mostrare ad altri. Tutte queste azioni hanno l’unico scopo di diffamare la vittima, ridicolizzarla, minacciarla o darle fastidio.
Il materiale utilizzato per azioni di cyber-bullismo può essere diffuso in tutto il mondo. I cyberbulli hanno ampia libertà nel poter fare online ciò che non potrebbero fare nella vita reale, attraverso azioni che si nascondono dietro la tecnologia e possono essere “anonimi” e sollecitare la partecipazione di altri “amici” anonimi, in modo che la persona che subisce non sappia con chi sta interagendo, fino a quando, però, con le opportune denunce alla Polizia Postale, non vengono attivate le Autorità per scoprirne la provenienza.

Riflessioni anche in base ad esperienze vissute:
Il bullismo, per noi, è un comportamento orribile che fa star male, che fa arrabbiare e, quando qualcuno ti picchia o ti dice parolacce e ti costringe a fare delle cose che non vorresti fare, ti fa sentire inadeguato, ancora più debole e indifeso, terrorizzato, emarginato e non  sai più di chi ti puoi fidare. Ti induce a diventare  ancora più introverso e ad isolarti anche dai tuoi famigliari. L’intenzione del “bullo” è quella di spaventare e impaurire, perché in questo modo nasconde la sua insicurezza e fragilità e si sente più grande e più forte. In questo modo gli altri pensano che lui sia potente e che abbia successo e proprio per questo farebbe guadagnare ammirazione su di sé.

In realtà, il bullo è, spesso, una persona fragile che ha delle difficoltà o dei problemi in famiglia o che, a sua volta, subisce violenza e che ha bisogno di aiuto e di essere accettata dal gruppo; per questo, spesso, riversa la propria rabbia sugli altri.

Come contrastare il Bullismo/Cyberbullismo (suggerimenti):
Anche tu puoi avere un ruolo importante!

  1. Se sei vittima di bullismo e ti senti un po’ solo cerca di non isolarti, ma sforzati di farti nuovi amici, perché essi sono sempre una risorsa importante;
  2. se conosci qualche vittima di un bullo, ascoltala, rassicurala e poi aiutala raccontando ad un adulto o a un insegnante ciò di cui la vittima non ha il coraggio di spiegare e/o di riferire;
  3. se stai subendo azioni di bullismo, racconta a qualcuno di cui ti fidi (devi informare sempre la mamma o il papà o un insegnante che ti supporteranno e ti aiuteranno a trovare una persona specialista per consigliarti) quello che ti sta succedendo. Non aver paura e non sentirti in colpa. Parlare con chi ti può aiutare è il modo migliore per liberarti degli inesistenti sensi di colpa, per risolvere al meglio la situazione;
  4. consiglia alla vittima di raccontare/denunciare quello che subisce, rivolgendosi alle Autorità nei casi più gravi e significativi. Nel frattempo ignorala e allontanati dalla situazione pericolosa che si sta creando.

Le nostre considerazioni

A conclusione del lavoro di ricerca e di elaborazione del nostro primo articolo, da pubblicare sul nostro Blog, possiamo trarre le nostre considerazioni. Il lavoro è stato lungo e caratterizzato di difficoltà come tutte le cose nuove che s’intraprendono.

L’incontro con le persone esperte è stato coinvolgente e ci è piaciuto molto, perché è stato istruttivo: la sig.ra Paola  e il sig. Leonardo ci hanno aiutato a riflettere in particolare sul fatto che se un’azione di Bullismo, o qualcosa di simile, succedesse a noi, ci sentiremmo molto in imbarazzo, saremmo anche noi delusi, arrabbiati con il fautore dello scherzo o di un’altra azione indegna. Abbiamo capito che è consigliabile confidarsi con i componenti della famiglia quando ci si trova in difficoltà. Non bisogna avere timore, ma occorre segnalare/denunciare ad adulti di cui ti fidi, quello che sta succedendo a te o se assisti a delle azioni ingiuste e ripetute subìte da qualcun altro.
Sarebbe opportuno, comunque, limitare il tempo di utilizzo della rete ma sopratutto evitare di avere un profilo social fino a quando non si conoscono bene le regole dell’utilizzo del Web ed essere così più consapevole dei rischi e delle conseguenze di certe azioni che sono tra l’altro punibili dalla Legge, proprio perché costituiscono un reato.

Alcuni dicono: “Cosa vuoi che sia!….. Sono cose da ragazzi!”. Non c’è peggiore giustificazione per minimizzare il fenomeno del bullismo. Leggiamo, spesso, storie di vessazioni continue, ma quel che finisce sui giornali è una minima parte di quanto accade ogni giorno. Recenti sondaggi mostrano che in Europa un adolescente su 4 ha avuto (vittima, spettatore, complice o <<carnefice>>) almeno un volta a che fare con questo fenomeno; in Italia sono coinvolti 9 giovani su 10. Quindi intervenire è più che mai importante: il bullismo, infatti, non sempre ha effetti immediati, ma spesso si ripercuote anche sulla salute in età adulta, pertanto è fondamentale che “il cyberbullismo”, in particolare, deve essere prevenuto e affrontato con il controllo, l’educazione e il dialogo da parte dei genitori con i propri figli.

Il 7 febbraio si celebra la Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che anticipa di qualche giorno il “Safer Internet day”, che ogni anno cade l’11 febbraio, al fine di consentire a tutte le scuole di ogni ordine e grado di promuovere un utilizzo più responsabile delle tecnologie legate ad Internet, specialmente tra i bambini e gli adolescenti. 

Durante i lavori di redazione, svolti in piccoli gruppi, inoltre, ci siamo divertiti, perché abbiamo imparato a stare insieme e a collaborare (metodologia del cooperative-learning): a discutere, a non prevaricarci, a commentare le informazioni, ricercate a casa, sui temi da trattare, ma soprattutto stiamo imparando a confrontarci con educazione e a condurre gradualmente una ricerca per vagliare la selezione di materiali online, analizzando criticamente le informazioni ricercate.

   

Nel frattempo, durante le attività di gruppo, approfondiamo alcuni degli argomenti di studio affrontati in classe, sperimentando attivamente le tecniche del linguaggio informatico.

Ci rivediamo al prossimo articolo!!! 

   I ragazzi delle classi quinte delle scuole primarie
        di Bisuschio e di Cuasso al Monte

 

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