A proposito di femminicidio

Una mattina con la prof. Rota abbiamo parlato del femminicidio e ora faremo un breve riassunto di quanto è stato detto analizzando i dati riguardanti il presente e il passato, passando per la musica e facendo alcune considerazioni.

Ad oggi oltre cento donne in Italia, ogni anno, vengono uccise da uomini, quasi sempre quelli che sostengono di amarle, ma sono migliaia le donne molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate; quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso.

Appunto perchè il femminicidio è un atto terribile e ingiustificabile, molte donne (e uomini) si stanno sempre più adoperando perché fin dall’adolescenza le ragazze riconoscano i “sintomi’ delle relazioni malate da evitare.

La violenza contro le donne ha una storia secolare, ma questo non vuol dire che sia un fenomeno da considerarsi normale: gli studi storici legano la violenza alle società che si basano sulla diseguaglianza tra uomini e donne in ogni ambito della vita di un popolo.

La musica e il teatro possono essere visti come modi di propaganda e per questo c’è una bellissima opera teatrale che è una denuncia verso il femminicidio e chi lo commette, si tratta della Carmen di Bizet, tratta da una novella di metà del 1800.

Anche la musica del ventunesimo secolo denuncia spesso la violenza sulle donne: un esempio è la canzone Carmen Colon di Lucio Dalla. Carmen Colon era una ragazzina di undici anni scomparsa e ritrovata morta nel novembre del 1971. Il poeta Roberto Roversi, autore del testo della canzone, sottolinea la finta commozione dei mass media e l’indifferenza dei più.

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